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Voglio scrivere per Vanity Fair
precaria sì, ma con stile
di EMMA TRAVET

ISBN 978-88-89475-56-X
euro 14,00

 

Come si fa a sopravvivere, in tempo di precarietà, senza abbattersi e senza privarsi delle piccole cose che danno quel tocco speciale a giornate tutte uguali?
Ce lo racconta Emma T., dove la T. sta per Travet, cognome piemontese assai comune, niente a che vedere con Emma Thompson.
Ha 26 anni e abita in una città di provincia, vicino a Torino. Di lavoro fa la giornalista pubblicista, quasi giornalmente sfruttata dal suo capo, Mr Vintage (non perchè sia cool, ma perché indossa solo capi datati che odorano di naftalina, come il suo pensiero). Alzarsi al mattino e rinchiudersi tutti i giorni (sabato mattina compreso) in una redazione locale non è il massimo.
Sarebbe meglio scrivere per Vanity Fair, al quale invia, da due anni a questa parte, un curriculum a settimana. Prima o poi, almeno per sfinimento, confida che qualcuno le risponda.

Erica Vagliengo (1977). Giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine, collabora anche con Oggi7 (il settimanale di Americaoggi). Adora lasciare tracce su internet, prendere appunti sul Moleskine, la torta Zurigo, il panettone Galup, collezionare borsette (meglio se trovate nei mercatini delle pulci), l'arte contemporanea, abiti e accessori second hand, New York il caffè macchiato (rigorosamente italiano). Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf. Ora che è diventata grande ha scritto un romanzo "Voglio scrivere per Vanity Fair" (ed.Memori) con lo pseudonimo di Emma Travet e sogna presto di regalarsi una Pekaboo color ginger.

Ha lanciato, nel 2007, su internet il progetto emmat: innovativo esempio di self marketing legato al romanzo, che ha come protagonista la sua alter ego ed è supportato da una serie di partecipazioni a mostre, eventi vari e interviste in radio e tv. Senza dimenticare l'originale progetto grafico e di merchandising ispirato agli accessori che la protagonista cerca, acquista, e indossa, facendoli diventare parte attiva delle sue avventure: un’intera collezione di spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi, venduti, in passato, direttamente sul web. Gli adesivi (o sticker) di Emma Travet, invece, sono stati fotografati dai suoi fan nei luoghi più impensati del pianeta per poi essere pubblicati periodicamente su facebook.

E, in attesa di “Voglio scrivere per Vanity Fair 2”, al quale sta lavorando la sua autrice, le avventure di Madamin Travet  proseguono sul blog emmatvanity.style.it, diventato ormai un  seguitissimo fenomeno sul web  (e non solo) e sul nuovissimo it.lifestyle.yahoo.com/blog/emma-travet/ (per chi ama gli appunti di stile di emmat). Ma le novità non finisco qui: è stata pubblicata, da poco, la versione in american-english del romanzo (tradotto da Rossella Frigerio) su AMAZON.COM


e-mail emmat_vanity@hotmail.com

face book: emma travet

friend feed.com/emmatvanity

www.emmatravet.it

IL NUOVO BLOG DI EMMA TRAVET,
solo su YAHOO!lifestyle

 
 
 
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il primo capitolo
 
foto:
MASSIMO MILANESE
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