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20 anni in attesa di giustizia
dal sindacato al carcere: imputazione spionaggio

di LUIGINO SCRICCIOLO
prefazione di Mario Capanna

ISBN 978-88-89475-28-5
euro 14,00

 

Sono il dottor Masone. Devo notificarle un mandato di cattura”. “Ora ho da fare, passi più tardi”.
“Non ha capito, lei è in arresto per terrorismo”.
Comincia così, nel febbraio 1982, con uno scambio di battute da commedia all’italiana, una odissea giudiziaria che si concluderà definitivamente venti anni dopo con il completo proscioglimento in istruttoria.

Un caso esemplare di Malagiustizia che trasforma in un lampo un dirigente sindacale in un detenuto imputato di banda armata e spionaggio. Venti anni trascorsi tra carcere, arresti domiciliari, isolamento umano, politico e professionale e una vita da reinventare.

 

LUIGINO SCRICCIOLO umbro del Lago Trasimeno, nel 1968 aveva vent’anni ed iniziava la militanza politica nella nuova sinistra.
Dopo aver militato nel Movimento Studentesco e nell’Unione dei comunisti italiani partecipa alla controinchiesta sulla strage alla Banca dell’Agricoltura di Milano da cui uscirà il volume “La strage di stato” (1970).
Collabora alla rivista “Città Futura” e successivamente aderisce a Democrazia Proletaria che lascia nel 1979 per entrare nel Dipartimento internazionale della Uil, di cui diventa responsabile.

Il 4 febbraio 1982, viene arrestato a Firenze: è accusato di terrorismo e di spionaggio.
Sarà prosciolto in istruttoria da tutte le accusa, vent’anni dopo.

Luigino Scricciolo muore a Roma il 24 marzo 2009, a seguito di un improvviso malore.

 
 
 
 
 
 
 
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