Per scrivere una pagina bisogna averne lette diecimila.
Con queste parole un grande scrittore invitava i suoi giovani allievi alla lettura. La pagina scritta, stampata e rilegata, il libro, in un’epoca di canali satellitari, sms e sofisticate tecnologie, mantiene ancora intatto il suo fascino e la sua forza di comunicazione intima e diretta.
Dai graffiti ai papiri, da Gutenberg al laser, fermare con la parola scritta emozioni e ricordi ha permesso a quelli che sono venuti dopo di conoscere quelli che non incontreranno mai.
Noi che lavoriamo da sempre con i segni, i colori e le parole,
non possiamo restare immuni dal desiderio di fermare in un libro le vite che ci scorrono intorno. Nelle quali in parte ci riconosciamo, nelle quali sappiamo che molti vorranno riconoscersi.
Questo e non altro, ci spinge a intraprendere uno tra i mestieri piu vecchi del mondo: l’editore di libri.
Vogliamo farlo come onesti artigiani.
Con lo scrupolo di uno scriba egiziano, la precisione di un
monaco amanuense, la freschezza di un cantastorie celtico,
l’irriverenza di un saltimbanco.
Saremo rigattieri di parole, rovisteremo nei ricordi di altre persone, “per perdere o trovarci dei raccordi, nell’intreccio improbabile del caso e della ragione”.
Siamo cosi presuntuosi da pensare che quello che piacerà
a noi potrà piacere ad altri. |