"Una stanza senza libri
è come un corpo
senza anima".
Cicerone

 







 


 
 
 

FALSO MOVIMENTO di Riccardo D'Anna

Giovedì 2 febbraio, ore 18,00
Casa delle Letterature - Piazza dell'Orologio 3, Roma

oltre all'autore interverranno:

Piero A. Corsini
Flavia Perina
Domenico Proietti

coordina
Marco Ferrazzoli

Recatosi in Florida per un congresso, il protagonista di questo breve e intenso romanzo si trova nell’impossibilità di tornare in Italia perché, in seguito agli attentati dell’11 settembre, il traffico aereo è stato momentaneamente sospeso. Bloccato da cause di forza maggiore, decide di visitare Disneyworld, poco distante, e accettare l’invito di un lontano, misterioso parente della moglie che risiede in zona.

L’uomo, che conosce appena e che ha un oscuro passato di militare e affiliato ai servizi segreti, si rivelerà una personalità enigmatica e ben presto l’incontro, apparentemente casuale, assumerà invece i connotati della fatalità e il valore di un appuntamento col proprio destino. Nel precipitare degli eventi, il protagonista vedrà srotolarsi, come in un film, la propria vita: dagli anni della formazione fino al presente.
Solo l’epilogo, concentrato in poche righe, chiarirà definitivamente l’accaduto.

RICCARDO D'ANNA, saggista e scrittore, è nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. Ha collaborato con la rivista «Nuovi Argomenti» e pubblicato racconti e contributi critici sulla poesia e la prosa otto-novecentesca.
Come narratore, ha esordito con "Una stagione di fede assoluta" (PeQuod), cui sono seguiti "Saint-Ex" (Avagliano) e "La figura di cera" (Gargoyle Books).

COLLANA CASSETTI


Venerdì 27 gennaio, ore 18.00

LIBRERIA KOOB
Via Luigi Poletti 2, Roma

L'ALBERO DEL RICCIO di Antonio Gramsci

con
Giancarlo Schirro
Francesco Villari

modera
Giorgio Cavagnaro

Rossella Seno
leggerà alcuni brani del libro

Se i Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci sono tra le opere più lette e tradotte nel mondo, L’albero del riccio è ormai tra i classici della letteratura per l’infanzia.
Arrestato al suo rientro in Italia da Mosca, dove si era sposato e aveva avuto due figli, Delio e Giuliano, il grande intellettuale comunista mantenne un legame sempre vivo con la famiglia.
Questo libro, scritto da Gramsci nel carcere di Turi tra il 1929 e il 1935, raccoglie le lettere ai due figli - che non rivedrà più - nelle quali racconta“favole vere”, storie di briganti e di animali, della sua infanzia e della sua isola, la Sardegna. Un testo nel quale la dimensione intima del pensatore sardo, il suo voler essere padre nonostante la lontananza forzata, non è mai disgiunta dall’impegno civile e da quella militanza politica alla quale sacrificò la propria esistenza.


"Voglio scrivere per Vanity Fair"
precaria sì, ma con stile

Martedì 24 gennaio 2012
Ore 18,00- 20,00
Biblioteca Internazionale Edisu
via Sant'Ottavio 12, TORINO

READING
"Voglio scrivere per Vanity Fair"
con Emma Travet

(verrà letto per l'occasione il primo capitolo del seguito):

 

conduce Simonetta Rho (giornalista Rai ed esperta di moda)
voce di Lia Bianco
musica di Fernando Cosiansi
allestimento di Giuseppina Sansone

Si ringrazia Diego Pellegrini per l'ottima organizzazione dell'evento

Sono trascorsi due anni, tanto è cambiato nel mondo, ma per Emmat la situazione è rimasta pressoché uguale, se non fosse che si è avvicinata ai fatidici 30, e quindi altri pensieri affollano la sua testa. Sognatrice ma con i piedi per terra qb (quanto basta), si barcamena nella vita di tutti i giorni con una buona dose di ironia e di inventiva, tra marito ormai consolidato, famiglia, amiche e amici di vecchia data e lavoro ultra-flessibile.

E mentre sforna articoli su fiere paesane e interviste a semi-sconosciuti, continua a rincorrere il grande sogno: scrivere per Vanity Fair. O perlomeno, varcare la soglia dell’ufficio del direttore per fargli sapere che lei esiste, così come la marmellata di fragole e rabarbaro, di Nonna Olga Dionigia- (di cui lui è ghiotto).

In attesa del seguito, prosegue sul web e nella vita reale, la storia di una ragazza normale, come ce ne sono tante, che tra esilaranti avventure e disavventure, con spirito di iniziativa e inguaribile ottimismo, segue le sue aspirazioni. Uno stile fresco e dinamico, quasi un diario in presa diretta, o una sceneggiatura, con immagini e situazioni tratte dalla vita di tutti i giorni, viste attraverso gli occhi di chi si definisce “precaria, sì, ma con stile”.


L'ALBERO DEL RICCIO
di Antonio Gramsci

Se i Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci sono tra le opere più lette e tradotte nel mondo, L’albero del riccio è ormai tra i classici della letteratura per l’infanzia.
Arrestato al suo rientro in Italia da Mosca, dove si era sposato e aveva avuto due figli, Delio e Giuliano, il grande intellettuale comunista mantenne un legame sempre vivo con la famiglia.
Questo libro, scritto da Gramsci nel carcere di Turi tra il 1929 e il 1935, raccoglie le lettere ai due figli - che non rivedrà più - nelle quali racconta“favole vere”, storie di briganti e di animali, della sua infanzia e della sua isola, la Sardegna. Un testo nel quale la dimensione intima del pensatore sardo, il suo voler essere padre nonostante la lontananza forzata, non è mai disgiunta dall’impegno civile e da quella militanza politica alla quale sacrificò la propria esistenza.

ANTONIO GRAMSCI è tra fondatori de l’Ordine Nuovo e, nel 1921, tra i promotori della nascita del Partito Comunista d’Italia. Come delegato del partito, frequenti sono i suoi viaggi a Mosca, dove si sposa e nascono i suoi due figli. Rientrato in Italia, nel 1926 viene arrestato e nel 1928 è condannato a 20 anni di carcere. Muore il 27 aprile 1937. Le sue ceneri sono conservate al Cimitero acattolico di Roma.


FALSO MOVIMENTO
di Riccardo D'Anna

L’arma è carica, con il colpo in canna.
Sono stanco e anche piuttosto annoiato dalla vita… - disse, come sovrappensiero, poi concluse - non c’è altra ragione, mi creda, per cui io l’abbia fatta venire fin qui

Recatosi in Florida per un congresso, il protagonista di questo breve e intenso romanzo si trova nell’impossibilità di tornare in Italia perché, in seguito agli attentati dell’11 settembre, il traffico aereo è stato momentaneamente sospeso. Bloccato da cause di forza maggiore, decide di visitare Disneyworld, poco distante, e accettare l’invito di un lontano, misterioso parente della moglie che risiede in zona.

L’uomo, che conosce appena e che ha un oscuro passato di militare e affiliato ai servizi segreti, si rivelerà una personalità enigmatica e ben presto l’incontro, apparentemente casuale, assumerà invece i connotati della fatalità e il valore di un appuntamento col proprio destino. Nel precipitare degli eventi, il protagonista vedrà srotolarsi, come in un film, la propria vita: dagli anni della formazione fino al presente.
Solo l’epilogo, concentrato in poche righe, chiarirà definitivamente l’accaduto.

RICCARDO D'ANNA, saggista e scrittore, è nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. Ha collaborato con la rivista «Nuovi Argomenti» e pubblicato racconti e contributi critici sulla poesia e la prosa otto-novecentesca.
Come narratore, ha esordito con "Una stagione di fede assoluta" (PeQuod), cui sono seguiti "Saint-Ex" (Avagliano) e "La figura di cera" (Gargoyle Books).

COLLANA CASSETTI


"Diavolo di un santo!"
il fantastico mondo di Padre P.

Uno spettro si aggira allegramente per l’Italia: l’oscurantismo religioso.
Campione assoluto di questo fenomeno è la figura di Padre Pio da Pietrelcina (innalzato agli altari con il nome di San Pio).
Il suo mito va a vele spiegate. E chi soffia in quelle vele? I media, in primo luogo, che - per ragioni di tirature e di audience - strumentalizzano la credulità popolare e “gonfiano” gli incredibili “fatti miracolosi” messi in circolazione da ambienti economici interessati (non ultimi quelli vaticani), da sedicenti miracolati, da fedeli e devoti fuorviati.
Questo libro è costruito in gran parte su avvenimenti, situazioni e “miracoli” così come appaiono descritti nei racconti resi dai protagonisti (tra cui lo stesso Santo) o dai tanti patetici “biografi” del frate di Pietrelcina. In esso le facoltà soprannaturali di Padre Pio, le sue fantastiche imprese, i suoi interventi miracolosi vengono assunti e riportati come credibili ma anche ironicamente amplificati ed esaltati, così da svelarne l’assurdità.

prefazione di Margherita Hack
con le vignette di Sergio Staino

di Bruno Magno
collana Cassetti


"Niuru"
il diavolo dei Nebrodi

Il romanzo è ambientato a San Patrizio, un paese siciliano immaginario ubicato sui Monti Nebrodi.
Nino Mantineo, piccolo imprenditore edile, uomo mite e benvoluto, confessa al suo medico, il dottor Vincenzo Monastra, che mentre si trovava nel suo orto, ha udito una voce proveniente dal silenzio della terra, che gli intimava: “Se non vuoi morire, uccidi!”.
Mantineo sparisce misteriosamente, ricompare e compie un massacro, sotto gli occhi di un testimone. Quindi, si volatilizza. I carabinieri lo ricercano inutilmente. Il dottor Monastra comincia a investigare per suo conto, turbato da quell’imperativo categorico che ha fatto impazzire Mantineo, e che diverrà il leit motiv della vicenda.
Gli omicidi si moltiplicano e dall’inconscio collettivo della popolazione comincia a emergere la figura leggendaria di Niuru, feroce e sanguinario brigante medioevale, simbolo di rivolta contro ogni forma di potere.

di Michele Branchi
collana Cassetti


"i racconti dell'avvocato"
Elena Davolio - AdnKronos - intervista
Oreste Flamminii Minuto

Quarant'anni di cause, dalla Roma della Dolce vita agli Anni di Piombo. Sono "I racconti dell'avvocato", il nuovo volume scritto da Oreste Flammini Minuto per le edizioni Memori. Ripescando nei ricordi e nelle avventure di una vita passata nelle aule di giustizia, l'avvocato penalista racconta le vicende accadute alle persone che di volta in volta si è trovato a difendere, offrendo anche una riflessione sui temi della giustizia e del rispetto delle regole.

Teatro di molti dei racconti scritti dall'avvocato, la trattoria romana di via della Croce "da Otello alla Concordia"che per tanto tempo è stata la dimora del principe del Foro. Scorrendo le pagine del volume di Flammini si viene a scoprire che il penalista è stato anche l'avvocato di indimenticabili registi. Uno su tutti, Pietro Germi.

Nel volume, Flammini Minuto spiega come nacquero i contatti con il regista de "Il ferroviere".
"Quando venne meno il suo legale di fiducia - scrive l'avvocato - Germi mi affidò incarichi di rilievo". Flammini Minuto si trovò così a occuparsi di tutte le vicende della casa di produzione. E, a un certo punto, si ritrovò tra le star americane.

"Fui spedito a Cannes - racconta - a parlare con Dustin Hoffmann per convincerlo a firmare per la partecipazione da protagonista al film e lo convinsi a fare un pezzo di carta buttato giù nella hall dell'albergo". Insomma, pratica su pratica, Oreste Flammini tornò a Roma da Germi con i contratti sui quali sarebbe poi stata realizzata la produzione del film "Alfredo, Alfredo".

"Per quarant'anni - racconta l'avvocato Flammini Minuto - ho svolto la mia professione di avvocato cercando di guardare le cose con curiosità, non nel senso di farsi gli affari degli altri ma nel senso di andare al fondo delle questioni, cercando di capire esigenze e motivazioni senza mai giudicare''.

''Se non ci si rapporta così alle persone, meglio andare a vendere mozzarelle", dice l'avvocato, che è stato anche difensore di parte civile della famiglia di Marta Russo. Partendo da questa premessa, il penalista che è stato anche presidente della Camera Penale di Roma, per sei anni e legale dell''Espresso', ha trascorso quarant'anni della sua vita nei tribunali.

di Oreste Flamminii Minuto
Prefazione di Francesco Petrelli
collana Diario Minimo


"la camorra"
notizie storiche, raccolte e documentate
1862

La Camorra potrebbe esser definita l’estorsione organizzata: essa è una società segreta popolare, cui è fine il male. Parole nette, taglienti quelle con le quali si apre il saggio che Marco Monnier scrive alla fine del 1862 e che sarà pubblicato l’anno successivo. Un giudizio senza appello che l’autore italo-svizzero matura dopo uno studio approfondito del fenomeno attraverso il quale comprende e spiega che si tratta di una forma di criminalità che mette a rischio la vita dell’Italia, da poco Stato unitario.

Monnier non è un sociologo. Non si sofferma a studiare le cause della nascita della Camorra, non ne analizza le correlazioni ambientali, non fornisce motivazioni e giustificazioni psicologiche. Raccoglie documenti, studia il fenomeno, offrendo al lettore un quadro crudo e reale della situazione napoletana della seconda metà dell’Ottocento. E la sua conclusione è chiara: prima stroncare la delinquenza codice penale alla mano, poi studiarne le cause per evitare che il cancro si riproduca.

di Marco Monnier
collana Reprint


"in arte Barbara"
memorie di una escort di lusso

Barbara (nome d’arte) inizia la “professione” per amore del denaro facile e del bel mondo. Ha la fortuna di incontrare da subito la “Roma bene”, senza mai dover subire le umiliazioni del marciapiede e le violenze dei protettori. Barbara non ha rimpianti né rimorsi. Ama il suo lavoro e soprattutto è brava.
Presto inizia a essere conosciuta e richiesta, e gli incontri si fanno sempre più importanti e qualificati. Professionisti, politici, uomini di spettacolo, alti prelati la chiamano per incontri privati o festicciole di gruppo.
“Esperta, disponibile e soprattutto molto discreta, varca numerose porte di ville e palazzi del potere”. Ora ha deciso di raccontare la sua vita, gli incontri con i suoi clienti e i loro “gusti”.

di B
Prefazione di Pia Covre
collana Diario Minimo


"i racconti dell'avvocato"
scritti in onore di me stesso

Dalla Roma della Dolce vita agli anni di piombo. Spulciando tra i ricordi e le avventure di una vita passata nelle aule dei Tribunali, un grande avvocato si racconta con leggerezza e ironia. Castigat ridendo mores, dicevano gli antichi romani. E Oreste Flamminni Minuto ha ben appreso l’insegnamento, riuscendo ad appassionare il lettore a temi solitamente considerati per addetti ai lavori grazie ad una innata dote di divulgatore.
In questo libro sacro e profano, discussioni sul diritto e la giustizia e storie buffe o curiose, si mischiano in un alternarsi senza soluzione di continuità. Così il sacro diventa profano e viceversa, come nella vita reale, quotidiana. Proprio come accadeva a quel tavolone della trattoria Otello alla Concordia dove tutto o quasi ha avuto inizio oltre mezzo secolo fa.

di Oreste Flamminii Minuto
Prefazione di Francesco Petrelli
collana Diario Minimo


"nelle contrade della nebbia e della polvere"
romanzo epistolare

Fra un Italia sempre più piccola e una Russia dove tutto è possibile, fra il teatro e la vita, la storia di un’attrice che abbandona la casa paterna e la patria e fugge in un nuovo, misterioso Paese.
Durante i viaggi in treno, nelle pause fra uno spettacolo e l’altro, nelle notti di insonnia, la giovane viaggiatrice forzata indirizza lettere a diversi destinatari, reali e fantastici. Messaggi in bottiglia senza speranza di risposta. Attraverso il susseguirsi delle pagine, la protagonista ci narra l’addio al suo piccolo e pulito paese, l’arrivo e la vita nella città, l’abbandono delle sicurezze borghesi, la lotta per la sopravvivenza della sua compagnia: il Teatro Ignoto Che Pur Deve Venire, il difficile rapporto con la sua unica e misteriosa compagna, La Scimmia, insieme alleata e nemica.
Infine una nuova, definitiva partenza nella zona della fantasia, da cui non c’è ritorno.

Un romanzo indirizzato a chi è ancora così giovane da avere dei sogni o già così anziano da conservarli.

di Arkadij Scestlivzev
collana Cassetti


"apocalisse Pakistan"
anatomia del Paese più pericoloso del mondo

Bombe, attentati, proliferazione nucleare, persecuzioni delle minoranze etniche, religiose e sessuali. Il Pakistan è “un alleato fondamentale dell’Occidente nella guerra al terrorismo” ma anche il Paese nel quale si nascondono con successo da oltre dieci anni i capi supremi del terrorismo islamico internazionale - Osama bin Laden, Ayman Al Zawahiri, il mullah Omar. I doppi e tripli giochi dei suoi servizi segreti – e dei loro superiori in divisa e in borghese – sono ormai un segreto di Pulcinella ma fermarli sembra impossibile. O possibile solo al prezzo della dissoluzione di questo Paese abitato da centinaia di milioni di persone, che si trova in una posizione strategica cruciale ai confini del “buco nero” afghano, all’ingresso orientale del Golfo Persico, a metà strada tra Cina e India, le superpotenze emergenti dell’Asia: un’ Apocalisse che tutti vorrebbero evitare ma che è inesorabilmente cominciata…

di Beniamino Natale e Francesca Marino
Prefazione di Lucio Caracciolo
collana Block Notes


"Clelia, ovvero il governo dei preti"
Giuseppe Garibaldi - 1870

Edito nel 1870, prima della Presa di Porta Pia, il romanzo è un’oper fortemente anticlericale scritta dall’Eroe dei Due Mondi dopo il fallimento dell’insurrezione romana del 1867.

Il libro prende spunto dalla vicenda immaginaria di una popolana romana, Clelia, che un alto prelato vorrebbe concupire per descrivere la Roma papalina, una città -secondo il Generale - nella quale dominano l’oscurantismo, il despotismo e la turpitudine di preti e monsignori. Un racconto a tinte forti pubblicato per cercare di convincere la Casa Reale a completare l’unificazione d’Italia, anche se l’anticlericalismo che traspira da ogni pagina è vero e profondo in Garibaldi, come dimostra il suo Testamento (pubblicato in appendice).

Se la prima parte del racconto è di fantasia, la seconda è quasi un resoconto giornalistico degli avvenimenti del 1867, dall’attentato alla caserma Serristori il 22 ottobre che causò la morte di 23 zuavi pontifici, al sacrificio dei fratelli Cairoli fino alla occupazione di Monterotondo da parte dei volontari guidati dallo stesso Garibaldi e alla loro sconfitta, nella battaglia di Mentana, il 3 novembre. Un libro-testimonianza di uno dei massimi protagonisti del Risorgimento italiano e della nascita dell’Italia moderna.


"I doveri dell'uomo" - Giuseppe Mazzini

Io voglio parlarvi dei vostri doveri. Voglio parlarvi, come il core mi detta, delle cose più sante che noi conosciamo, di Dio, dell’Umanità, della Patria, della Famiglia. Ascoltatemi con amore com’io vi parlerò con amore.

Il 23 aprile 1860, Giuseppe Mazzini è a Londra, dove si è rifugiato per scampare all’arresto della polizia in seguito alla fallita insurrezione di Genova del 1857. È qui, negli anni dell’esilio, che scrive il libro che sintetizza il suo pensiero politico, I Doveri dell’Uomo. Un libro nel quale il pensatore genovese ribalta i valori imposti soprattutto dalla Rivoluzione francese e da quella americana: l’uomo, per essere libero, non deve rivendicare solo i propri diritti (in primis quello alla felicità dei singoli), ma deve riconoscersi innanzitutto in doveri comuni i cui capisaldi sono Dio, Patria e Famiglia


"Supplica degli stampatori e libraj d'Italia al papa Pio VI"
anonimo del 1785

È il 1785 quando un anonimo editore romano si rivolge al Pontefice Giovanni Angelo Braschi, Pio VI.

La Rivoluzione francese è ancora lontana, ma le idee di libertà sono ben chiare per l’autore di questa Supplica al papa: «Giammai gli antichi Governi posero una inquisizione sopra la penna; tutti ebbero la libertà di riflettere, e comunicare le proprie idee.
Voi già ben sapete, poiché si è detto, e ripetuto mille volte, che siccome un prete vive dell’Altare, un Cappuccino della Elemosina dei Fedeli, un Avvocato dei suoi Clienti, un Medico dei suoi Malati; così uno Stampatore, e un Librajo vive delle Opere che gli Autori vanno giornalmente pubblicando».


"Taglia trentotto - bulimia, amore e rabbia"

Una storia vera, cruda, spesso anche grottesca. L’autrice è bulimica, conosce bene la sua condizione, sa come conviverci come raccontarla con linguaggio immediato e diretto. Stefania Longo vive in provincia, una provincia bella, sana e ricca. Non come lei. In questi racconti, tutti collegati dal file rouge del suo disturbo alimentare, descrive la vita di tutti i giorni: il treno dei pendolari, il lavoro, l’amore, la rabbia, la famiglia e le vetrine dei negozi alla moda che offrono un modello femminile che non può e non deve superare la taglia 40. Si è sdoppiata tra ideali di perfezione e una cruda realtà di continue abbuffate, ma la sua, più che una doppia vita è stata una non-vita per tanti anni, un’esistenza ai limiti della decenza e della magrezza, da vera “underdog”.

di Stefania Longo
Prefazione di Silvana Mazzocchi


"Mobbing - storia di una donna che non si arrende"

Il mobbing, in quanto forma di violenza psicologica, è un fenomeno sociale dal quale nessuno è immune.
La protagonista della vicenda è una dirigente che, improvvisamente, e apparentemente per futili motivi, diventa bersaglio dei vertici della struttura nella quale lavora.
È una cronaca carica di emozioni, intensa, che narra dei continui trasferimenti, delle vessazioni, dell’isolamento e delle aggressioni subite. Ma è anche la storia di una donna decisa a reagire, sia dal punto di vista psicologico, spirituale, che nel concreto, affrontando faticose battaglie in Tribunale.

di Caterina Ferraro Pelle
Prefazione di Lucia Visca


"Voglio scrivere per Vanity Fair"
precaria sì, ma con stile

Come si fa a sopravvivere, in tempo di precarietà, senza abbattersi e senza privarsi delle piccole cose che danno quel tocco speciale a giornate tutte uguali?
Ce lo racconta Emma T., dove la T. sta per Travet, cognome piemontese assai comune, niente a che vedere con Emma Thompson.
Ha 26 anni e abita in una città di provincia, vicino a Torino. Di lavoro fa la giornalista pubblicista, quasi giornalmente sfruttata dal suo capo, Mr Vintage (non perchè sia cool, ma perché indossa solo capi datati che odorano di naftalina, come il suo pensiero). Alzarsi al mattino e rinchiudersi tutti i giorni (sabato mattina compreso) in una redazione locale non è il massimo.
Sarebbe meglio scrivere per Vanity Fair, al quale invia, da due anni a questa parte, un curriculum a settimana. Prima o poi, almeno per sfinimento, confida che qualcuno le risponda.

in anteprima QUIil capitolo 1: "addio al nubilato a Londra (sola)"


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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